Un’azienda storica in caduta libera, un conto economico che rischia di sforare oltre ogni limite di guardia e centinaia di famiglie col fiato sospeso. È questo il drammatico quadro dell’Azienda Siciliana Trasporti (AST) emerso nel vertice svoltosi l’8 settembre tra l’Assessore Regionale all’Economia, dott. D'Agnino, i vertici societari e le sigle sindacali guidate dalla FAST Confsal. Il verdetto della giornata è un ultimatum: per evitare il baratro del fallimento occorre rimodellare d'urgenza il Piano di Risanamento. Se le previsioni di bilancio supereranno la soglia di tolleranza del 18% di scostamento del conto economico, la norma imporrà un immediato correttivo legislativo. Una vera e propria corsa contro il tempo da completare entro la fine di settembre, termine ultimo per stornare le risorse utili a coprire il pesante disavanzo d’esercizio. Ma cosa ha spinto il colosso dei trasporti siciliani sul ciglio del precipizio? Sul banco degli imputati vi è una gestione della flotta definita disastrosa dalle organizzazioni sindacali. I forti ritardi nell'indizione delle gare d'acquisto dei nuovi autobus hanno costretto l'AST a ricorrere al "noleggio a caldo", un palliativo dai costi esorbitanti che ha prosciugato le casse. La difesa aziendale affidata al dott. Amico ha evidenziato come uno dei lotti di gara sia andato deserto, vanificando i recuperi finanziari ottenuti in altri settori. A peggiorare il quadro s'inserisce la contrazione dei ricavi da traffico: le tratte storiche assegnate ad AST sono costantemente percorse da vettori privati concorrenti che offrono orari sovrapponibili con autobus nuovissimi, lasciando all’azienda pubblica le briciole. Sul fronte del lavoro i sindacati hanno contestato la dirigenza per la mancanza di confronto e per il recente bando da 73 posti per autisti, che non garantisce il completo assorbimento del personale interinale che da anni manda avanti i servizi. Mentre il Presidente dott. Genovese era assente per impegni nella Capitale, le parti hanno fissato un nuovo decisivo tavolo di confronto per il 14 settembre alle ore 11.30. In ballo non ci sono solo i conti della Regione ma il futuro della mobilità nell'isola e la stabilità lavorativa di decine di lavoratori.



