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Martedì, Settembre 15, 2026

Quando un infortunio sul lavoro lascia conseguenze permanenti, molti lavoratori si chiedono: quello che riconosce l’INAIL copre davvero tutto il danno subito?

Non sempre. Ed è proprio qui che entra in gioco il cosiddetto “danno differenziale”.

L’INAIL tutela i lavoratori contro infortuni e malattie professionali mediante un’assicurazione obbligatoria e, quando ricorrono i presupposti di legge, eroga le prestazioni spettanti.

Ma attenzione: indennizzo INAIL e risarcimento integrale del danno sono due concetti diversi.

L’INAIL interviene secondo regole, percentuali e tabelle stabilite dalla legge. Se però l’infortunio o la malattia professionale sono riconducibili a una responsabilità del datore di lavoro o di un altro soggetto, il lavoratore può, ricorrendone i presupposti, avere diritto anche al risarcimento dei danni non coperti dall’assicurazione sociale.

In termini generali, il danno differenziale è la differenza tra quanto risarcibile secondo la responsabilità civile e quanto indennizzato dall’INAIL.

Facciamo un esempio semplice.

Un lavoratore subisce un grave infortunio per la mancata adozione delle necessarie misure di sicurezza. L’INAIL riconosce una menomazione permanente e corrisponde la prestazione prevista, ma ciò non significa che ogni conseguenza sia stata integralmente risarcita.

Potrebbero esserci ulteriori danni civilisticamente risarcibili, da accertare caso per caso. Occorre quindi verificare non solo quanto ha pagato l’INAIL, ma anche il danno complessivo e l’eventuale responsabilità che ne consenta il risarcimento.

Le percentuali INAIL: cosa succede?

Per gli eventi rientranti nel regime del danno biologico, in caso di menomazione permanente:

Fino al 5%

Non è riconosciuto un indennizzo INAIL per il danno biologico permanente. È la cosiddetta franchigia.

💰Dal 6% al 15%

Il danno biologico è indennizzato in capitale, cioè attraverso il pagamento di una somma una tantum, determinata secondo le tabelle previste dalla normativa.

🏦Dal 16% in poi

L’INAIL riconosce una rendita composta da una quota per il danno biologico e da una per le conseguenze patrimoniali della menomazione, secondo i criteri di legge.

Ma c’è un punto fondamentale: una menomazione INAIL inferiore al 6% non esclude necessariamente un danno civilisticamente risarcibile, perché assicurazione sociale e responsabilità civile hanno criteri e finalità differenti.

Ecco perché, soprattutto davanti a infortuni gravi o malattie professionali con conseguenze permanenti, fermarsi alla sola pratica INAIL potrebbe non essere sufficiente.

Occorre verificare le cause dell’evento, le misure di prevenzione, le eventuali responsabilità, la documentazione sanitaria e tutte le conseguenze sulla vita della persona.

C’è poi un altro aspetto: quando l’infortunio deriva dalla responsabilità di un soggetto tenuto a risarcire il danno, anche l’INAIL può esercitare, nei casi previsti dalla legge, un’azione per recuperare quanto erogato.

Per questo ogni situazione deve essere valutata individualmente e con attenzione.

Un diritto che bisogna conoscere

Dietro una percentuale non c’è soltanto un numero. C’è una persona che può aver perso capacità fisiche, autonomia, serenità, opportunità lavorative e qualità della vita.

L’INAIL rappresenta una tutela fondamentale, ma ricevere una prestazione dall’Istituto non significa necessariamente aver esaurito ogni possibile diritto.

Se un infortunio o una malattia professionale ti hanno lasciato conseguenze permanenti, informarsi è il primo passo.

Perché conoscere i propri diritti non cancella ciò che è accaduto ma può evitare che il lavoratore perda anche una tutela riconosciuta dalla legge.