Nell’incontro della scorsa settimana l’azienda ha confermato la proroga fino al 31 dicembre 2026 dello smart working, ampliato a dodici giornate mensili per il personale di terra.
La principale novità riguarda i lavoratori dei reparti e delle mansioni che, per la natura dell’attività svolta, non possono lavorare da remoto. Per loro è previsto un ristoro economico legato ai maggiori costi sostenuti per recarsi sul posto di lavoro.
Secondo quanto illustrato, la misura dovrebbe valere 40 euro al mese per ottobre, novembre e dicembre, per un totale di 120 euro. L’azienda ha chiarito che non si tratta propriamente di un’indennità per il mancato smart working ma di un sostegno destinato a chi non può beneficiare delle ulteriori giornate da remoto.
L’orientamento è quello di riconoscere l’importo attraverso il welfare aziendale, così da evitare possibili effetti fiscali e contributivi sfavorevoli. Restano, però, da definire le modalità tecniche: dovrà essere chiarito come sarà effettuato l’accredito e se i 120 euro saranno resi disponibili mese per mese oppure in un’unica soluzione.
FAST-Confsal continuerà a seguire l’applicazione della misura, chiedendo informazioni chiare su destinatari, tempi e modalità di erogazione.




