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Martedì, Ottobre 6, 2026

I controlli sulle golf car accendono i riflettori sul trasporto turistico nella Capitale. FAST-Confsal Taxi: nessuna guerra ai nuovi servizi ma chi trasporta persone deve rispettare regole, autorizzazioni e responsabilità. Ora il Campidoglio dia risposte

Centotrentuno mezzi controllati, dieci fermi amministrativi, tredici patenti ritirate, quarantatré sanzioni per circa 38 mila euro. I numeri dell’operazione condotta dai Carabinieri sulle golf car che attraversano il centro di Roma raccontano più di molte discussioni: quando i controlli arrivano, emergono criticità che non possono essere archiviate come episodi marginali.

Sei dei mezzi fermati sarebbero stati utilizzati per attività di noleggio con conducente senza la relativa licenza e in contrasto con quanto previsto dalla carta di circolazione; altri quattro erano condotti da persone prive di patente. A questo si aggiungono violazioni per cinture di sicurezza, semafori rossi, soste irregolari e uso del telefono alla guida.

FAST-Confsal Taxi denuncia da tempo la necessità di fare chiarezza. Non per difendere rendite di posizione e neppure per dichiarare guerra a forme innovative di mobilità turistica. Il punto è molto più semplice: nel trasporto di persone non possono esistere zone grigie, né tantomeno regole a geometria variabile.

I tassisti operano ogni giorno dentro un sistema fatto di licenze, obblighi, controlli, costi, requisiti professionali e responsabilità precise. È quindi legittimo pretendere che chi svolge attività che incidono sullo stesso mercato sia sottoposto a verifiche altrettanto rigorose. La concorrenza è tale soltanto quando si parte dalle stesse regole. Altrimenti rischia di diventare una disparità pagata da chi quelle regole le rispetta.

Il fenomeno delle golf car nel centro storico romano è ormai una realtà economica strutturata e non può più essere affrontato inseguendo le emergenze. Servono controlli continuativi, dati trasparenti e soprattutto una cornice chiara che definisca autorizzazioni, requisiti, responsabilità e limiti operativi.

Per questo FAST-Confsal Taxi chiede a Roma Capitale di convocare rapidamente un tavolo operativo con le organizzazioni della categoria, la Polizia Locale e gli uffici competenti.

Non si chiedono privilegi né divieti. Si chiede una cosa molto più elementare: legalità, trasparenza e parità di condizioni. Perché una città moderna può accogliere nuovi servizi ma non può permettersi che, sulle sue strade, qualcuno viaggi con regole diverse dagli altri.