Conciliare vita e lavoro non può essere riservato a chi svolge attività da remoto. Nei trasporti, chi guida un treno, carica un bagaglio o lavora in officina deve essere presente. Questo non rende meno importanti il tempo per la famiglia, la cura dei figli e dei genitori, il riposo e la vita personale.
FAST-Confsal difende lo smart working come strumento di conciliazione e chiede che la contrattazione costruisca risposte anche per chi non può utilizzarlo. Il servizio si garantisce con le persone, non chiedendo loro di adattare sempre la propria vita alle esigenze aziendali.
In ITA Airways, accanto alla proroga del lavoro da remoto per il personale di terra, è stato previsto un ristoro per i maggiori costi di chi deve recarsi in sede. Le modalità applicative restano da chiarire. È un segnale, ma un sostegno economico non basta a restituire il tempo, né a risolvere le difficoltà.
Per chi lavora su turni, conciliazione significa conoscere per tempo gli orari, poter contare su riposi effettivi, programmare le ferie e non dover riorganizzare gli impegni familiari. Significa anche poter chiedere soluzioni adatte alle responsabilità di cura, senza essere considerati meno disponibili o meno affidabili.
Proponiamo anche di valutare, nella contrattazione, una riduzione dell'orario settimanale per chi non può usufruire dello smart working, così da favorire la conciliazione vita-lavoro.
Queste esigenze devono entrare nei tavoli negoziali e tradursi in impegni verificabili.
Per FAST-Confsal la qualità del servizio e la qualità della vita di chi lo assicura devono crescere insieme. Il diritto a una vita fuori dal lavoro non può dipendere dalla mansione svolta.




