Jump to Navigation
Share
Martedì, Novembre 3, 2026

Ti sposi? Congratulazioni! Chi lavora come dipendente ha diritto a un periodo di assenza retribuita: il congedo matrimoniale. Le regole di base sono comuni ma durata e tempi cambiano tra pubblico e privato e da un contratto all'altro. Ecco cosa sapere.

Che cos'è

È un permesso retribuito per il lavoratore dipendente che contrae matrimonio civile o concordatario (celebrato in chiesa ma con effetti civili). Dal 2016 lo stesso diritto vale per le unioni civili tra persone dello stesso sesso (legge n. 76/2016). Non spetta per le convivenze di fatto né a chi lavora in proprio. Se entrambi i coniugi sono dipendenti, il diritto spetta a entrambi.

Quanto dura

Nel pubblico impiego sono 15 giorni: per gli impiegati statali lo stabilisce l'art. 37 del DPR n. 3/1957 e anche nei comparti regolati dai contratti collettivi, la durata è in genere di 15 giorni consecutivi, festivi compresi, non frazionabili.

Nel settore privato decide il contratto collettivo applicato in azienda: quasi tutti prevedono 15 giorni di calendario consecutivi, ma la garanzia minima di legge riguarda gli operai dell'industria e dell'artigianato, con 8 giorni consecutivi. Il tuo CCNL detta la durata esatta: controllalo.

Quanto prendi

Di regola il congedo è interamente retribuito. Per impiegati, quadri e dirigenti la paga è a carico del datore. Per gli operai dell'industria e dell'artigianato l'INPS riconosce un assegno pari a 7 giornate di retribuzione sugli 8 giorni di legge (messaggio n. 2951/2023); se il contratto prevede un congedo più lungo, l'integrazione spetta al datore. L'assegno non si somma ad altri trattamenti retributivi per lo stesso periodo, salvo l'indennità INAIL per infortunio.

Nel pubblico, il periodo non riduce ferie, tredicesima e anzianità. Nel privato valgono le regole del CCNL: in generale ferie e TFR continuano a maturare ma verifica il tuo contratto.

Come si chiede

Comunica per iscritto al datore la data delle nozze e il periodo di assenza. Per gli operai dell'industria e dell'artigianato il preavviso minimo di legge è di 6 giorni, salvo casi eccezionali, ma molti contratti ne chiedono di più: verifica il tuo CCNL e muoviti per tempo. Al rientro presenta il certificato di matrimonio nei termini richiesti; lo trovi anche online su ANPR o sul sito del Comune.

Se non puoi assentarti subito

Anche i tempi cambiano: per l'assegno degli operai, la fruizione va completata entro 30 giorni dalle nozze; nel pubblico, il termine dipende dal contratto di comparto (per esempio 45 giorni per il personale del Ministero della Giustizia); nel privato, molti CCNL prevedono 30 giorni. La parola d'ordine è: controlla il tuo contratto.

Un caso da conoscere

Se sei un operaio dell'industria o dell'artigianato rimasto senza lavoro, l'assegno INPS può spettarti lo stesso, a pagamento diretto: servono almeno 15 giorni di lavoro nei 90 precedenti le nozze e la domanda entro un anno dall'evento.

Da ricordare

  • Il congedo è un diritto irrinunciabile: non può essere sostituito da un pagamento in denaro
  • Non può essere conteggiato nelle ferie né nel preavviso di licenziamento o dimissioni
  • Ogni matrimonio dà diritto a un nuovo congedo, anche se lo hai già usato.

Serve aiuto?

Hai dubbi sul tuo caso? La tua sede FAST-Confsal può controllare con te il contratto applicato: siamo qui.