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Martedì, Gennaio 27, 2026

Lavoratori in attesa: lo sciopero del 2 febbraio per dignità e tutele

I lavoratori di Elior, Dussmann Service e Coopservice si preparano a incrociare le braccia il prossimo 2 febbraio, in risposta allo sciopero proclamato dalle Segreterie Regionali Lazio FAST, UILT, UGL, SALPAS ORSA. Si tratta di una mobilitazione che non nasce dal desiderio di creare ostacoli ma dal bisogno profondo di ascolto, di risposte concrete e di condizioni di lavoro che rispettino la dignità di chi ogni giorno mette la propria professionalità al servizio delle persone.

Questo cammino è stato lungo e faticoso: mesi di procedure di raffreddamento, incontri in Prefettura, manifestazioni e iniziative sindacali hanno accompagnato una richiesta costante di miglioramento. Nonostante l’impegno e la determinazione, le proposte non hanno trovato ancora una risposta in grado di cambiare davvero la quotidianità di chi lavora in appalti diversi.

Le organizzazioni sindacali denunciano criticità che attraversano l’intero settore: turni irregolari e non equi, carenze di personale, pressioni operative e questioni di sicurezza che si ripetono, con responsabilità condivise tra diversi contratti e gerarchie. Dietro ogni contratto ci sono persone: professionisti, madri e padri, giovani prerogative, tutte creature di una stessa comunità lavorativa che merita tutele adeguate e condizioni di lavoro dignitose.

Il nostro responsabile degli appalti, Daniel di Martino, aggiunge una nota di grande rilievo: “Quello che chiediamo è un cambio di passo: ascolto reale, criteri chiari e salari adeguati che riflettano la responsabilità di chi si trova a gestire servizi essenziali per la collettività. Non si può più restare in silenzio di fronte a condizioni che minano la sicurezza e la dignità dei lavoratori.” Le sue parole ribadiscono l’urgenza di un dialogo costruttivo tra aziende, sindacati e decisori pubblici per tradurre promesse in azioni concrete.

Lo sciopero del 2 febbraio non è solo un segnale di protesta. È un richiamo al cambiamento, un invito a riconoscere che la qualità del lavoro non è un dettaglio accessorio ma una componente essenziale della dignità umana.

In assenza di risposte chiare, le segreterie non escludono nuove iniziative. Ma ciò che conta è che la voce dei lavoratori torni al centro della scena, perché il settore degli appalti non può più rimanere nell’ombra. Voglia di ascolto, volontà di dialogo e impegno condiviso possono aprire la strada a condizioni più giuste e sostenibili per chi lavora.

Questo è un appello alla responsabilità collettiva: riconoscere che la dignità di chi opera nel servizio sociale non è negoziabile e che una forte spinta collettiva può trasformare il presente, guardando con fiducia a un domani in cui le promesse non restano solo parole, ma azioni concrete.