Sale la tensione tra il personale ferroviario dell’Emilia-Romagna. Il sindacato SLM FAST Confsal ha inviato oggi una nota formale a Trenitalia Tper, RFI e FS Security denunciando una situazione di grave pericolo e degrado negli scali di Piacenza e Parma.
La mobilitazione nasce da una lettera spontanea degli equipaggi piacentini, esasperati da condizioni di lavoro ritenute ormai insostenibili. A scuotere gli animi è il ricordo ancora vivo del tragico omicidio del capotreno Alessandro D'Ambrosio, avvenuto nella stazione di Bologna.
I luoghi di lavoro ferroviari sono diventati un "unicum" negativo: spazi dedicati al personale costantemente accessibili a estranei senza alcun filtro o autorizzazione. Si tratta comunque di luoghi di lavoro, per i quali è il datore di lavoro a dover disporre azioni efficaci alla sicurezza dei dipendenti.
Le criticità segnalate sono specifiche e allarmanti:
- a Parma, viene denunciata una presenza fissa di attività di spaccio e di individui pericolosi che occupano porzioni della stazione, rendendo necessaria una bonifica immediata
- a Piacenza, l'assenza di una sala di sosta idonea impedisce al personale di svolgere le mansioni quotidiane in sicurezza e decoro.
"Chi non vive la realtà degli scali all'alba o in piena notte non percepisce il rischio reale", denuncia il sindacato, sottolineando come una parte dei frequentatori abusivi sia statisticamente ostile al personale di scorta. Teodoro Pappalardo, Segretario Regionale, ha chiesto un incontro urgente con le aziende e le istituzioni per stabilire interventi certi e tempistiche precise. La richiesta è chiara: servono filtri d'accesso e protezioni reali per garantire l'incolumità di chi lavora sui binari.





