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Martedì, Marzo 3, 2026

Due riunioni, tre società, un unico filo rosso: governare la transizione dentro il Polo Logistix del Gruppo FSI senza scaricare sui lavoratori il peso delle riorganizzazioni. È questo il punto politico che ha attraversato i confronti tra le Segreterie Nazionali e le società MIST, TX Logistik e MIR, nel solco dell’accordo del 22 maggio 2025 sull’applicazione del CCNL Attività Ferroviarie e del contratto aziendale FS.

Si è partiti da MIST, dove il 26 febbraio è proseguito il confronto con le Risorse Umane del Polo e il management aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno messo subito un paletto: eventuali innovazioni tecnologiche legate alla presenza di un solo lavoratore in impianto devono essere affrontate a livello nazionale, con un approfondimento vero sul funzionamento delle tecnologie e un successivo confronto nei territori interessati. Non una chiusura, ma una richiesta di trasparenza e responsabilità. Sul tavolo anche le gare per Livorno e Castelguelfo, posticipate di circa sei mesi, e il bando per i porti di Savona e Vado che sarà ripubblicato. Restano aperte le differenze di interpretazione sugli inquadramenti, in particolare sul livello C, così come alcune criticità su salario di produttività, indennità per mezzi superiori a 200 cavalli e permessi ex articolo 14 del CA FS. Sul welfare, invece, è stato chiarito che non vi sarebbero ostacoli al recepimento – in valore e tempistiche – di indennità 7/7 e CLC per pensionati al momento della confluenza. Il confronto proseguirà il 23 marzo e il 2 aprile.

Il secondo passaggio ha riguardato TX Logistik, nell’ambito del percorso avviato dopo l’intesa del 22 maggio. L’azienda ha presentato una comparazione tra la normativa oggi applicata al personale mobile e quella prevista dal CCNL Attività Ferroviarie e dal contratto aziendale FS. Un lavoro di ricognizione utile, ma non ancora sufficiente. Le Segreterie Nazionali hanno evidenziato che la documentazione illustrata non consente di comprendere in modo puntuale cosa accada concretamente nei turni, anche perché appare evidente che l’attuale assetto organizzativo non potrà rimanere immutato. Tradotto: prima di scrivere nuove regole, bisogna capire come si lavora davvero. L’incontro è stato aggiornato all’8 aprile per proseguire il confronto sulla base della documentazione richiesta.

Infine MIR, dove in premessa alla riunione di MIST è stata fornita informativa sull’indagine conoscitiva per il passaggio del personale a Trenitalia. I numeri parlano chiaro: 245 partecipanti, di cui 183 avevano già presentato domanda nel 2025; a questi si aggiungono 145 nuove domande e 61 lavoratori in “coda” in posizione utile, per un totale di 306 domande attive. Sono previsti colloqui conoscitivi per circa 140-150 persone in posizione utile, con i primi passaggi presumibilmente da giugno. Una partita delicata, che incide sulle aspettative individuali e sugli equilibri organizzativi.

Due tavoli, dunque, che raccontano una fase di transizione complessa. Il sindacato ha scelto una linea chiara: nessuna fuga in avanti, nessuna scorciatoia organizzativa, ma confronto serrato su organici, turni, inquadramenti e tutele. Perché dietro ogni sigla societaria ci sono lavoratrici e lavoratori in carne e ossa e la modernizzazione non può diventare un alibi per arretrare sui diritti.