A Roma la sesta edizione del Position Paper “Italia Velocemente Connessa” di FAST-Confsal. Dal Ponte sullo Stretto al futuro degli investimenti nei trasporti, istituzioni e imprese a confronto sul dopo-PNRR.
C’è una domanda che aleggia ormai in tutti i convegni sulle infrastrutture italiane: cosa succederà quando il PNRR finirà?
È attorno a questo interrogativo che si è sviluppato il confronto della sesta edizione di “Italia Velocemente Connessa”, il Position Paper promosso da FAST-Confsal e presentato il 12 marzo al Museo Ninfeo di Roma. Un appuntamento che negli anni è diventato una sorta di osservatorio sullo stato delle infrastrutture e dei trasporti nel Paese.
Il punto di partenza è un lavoro che non nasce oggi. Dal 2020, con il contributo del Centro Studi della Fondazione SMA, FAST – Confsal ha iniziato a monitorare l’utilizzo delle risorse destinate alle infrastrutture partendo dal Fondo Sviluppo e Coesione. Poi è arrivato il PNRR e con esso la più grande stagione di investimenti pubblici degli ultimi decenni.
Da allora il Position Paper ha seguito l’evoluzione della programmazione infrastrutturale cercando di rispondere a una domanda semplice: le risorse investite stanno davvero costruendo un sistema dei trasporti più moderno e integrato?
Non solo analisi. Negli anni il documento è stato condiviso con parlamentari e gruppi politici e alcune delle indicazioni contenute nelle prime edizioni hanno trovato spazio nella versione finale del PNRR presentata nel 2021 alla Commissione Europea.
Il convegno romano ha riunito istituzioni e protagonisti dell’industria dei trasporti. Ad aprire i lavori Giovanni Luciano, presidente FAST-Confsal, insieme ai Segretari Nazionali di categoria Vincenzo Multari, Nicola Apostolico e Stefano Francucci, che hanno illustrato i fabbisogni emergenti del settore tra ferrovia, trasporto aereo, trasporto marittimo, infrastrutture e mobilità collettiva.
Al centro dell’incontro la tavola rotonda moderata dal giornalista di Libero Sandro Iacometti, con il confronto tra politica, imprese e operatori del sistema.
Il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi ha richiamato la necessità di garantire continuità agli investimenti oltre la stagione straordinaria del PNRR, sottolineando come il sistema logistico e infrastrutturale rappresenti una leva decisiva per la competitività del Paese.
Tra gli interventi più attesi quello di Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, che ha riportato il dibattito su una delle opere più discusse della storia infrastrutturale italiana: il Ponte sullo Stretto.
Ciucci ha ribadito come il progetto non vada considerato solo un’infrastruttura simbolica ma parte di una strategia più ampia di integrazione della Sicilia nei corridoi europei di trasporto. Il ponte – ha spiegato – s'inserisce in un sistema di collegamenti ferroviari e stradali destinato a ridisegnare la mobilità del Mezzogiorno, accompagnando lo sviluppo dell’alta velocità verso Sud e riducendo i tempi di attraversamento tra continente e isola.
Accanto al tema delle grandi opere è emerso anche il punto di vista degli operatori del settore. Felice Catapano, direttore strategie per la sicurezza di ENAV, ha richiamato l’importanza della sicurezza e dell’innovazione tecnologica nella gestione dello spazio aereo mentre Stefano Conti, direttore Risorse Umane e Organizzazione di FS Engineering, ha evidenziato il ruolo dell’ingegneria ferroviaria nello sviluppo dei grandi progetti infrastrutturali. A completare il quadro il contributo di Nicola Biscotti, presidente di ANAV, che ha posto l’accento sul ruolo del trasporto pubblico su gomma nella mobilità quotidiana degli italiani.
Il quadro che emerge è quello di un Paese nel mezzo di una stagione di trasformazione. Il PNRR ha impresso una forte accelerazione agli investimenti, ma proprio per questo apre ora un interrogativo politico e strategico.
Cosa succederà quando questa spinta straordinaria si esaurirà?






