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Martedì, Marzo 17, 2026

Dopo il contratto del 2025 si apre una nuova stagione di partecipazione: sindacati e azienda avviano il percorso che porterà alle elezioni delle rappresentanze dei lavoratori nel Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane

C’è un momento, nella vita di ogni organizzazione, in cui la parola partecipazione smette di essere uno slogan e torna a essere pratica concreta. È quanto sta accadendo nel Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, dove si è svolto il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per avviare il percorso di rinnovo delle RSU e degli RLS, le rappresentanze che danno voce diretta alle lavoratrici e ai lavoratori nei luoghi di lavoro.

Non si tratta di un passaggio burocratico né di una formalità procedurale. Il rinnovo delle rappresentanze unitarie è un fatto politico e sindacale nel senso più alto del termine: significa restituire centralità alla democrazia nei luoghi di lavoro e rafforzare il ruolo della contrattazione quotidiana, quella che incide realmente sulla vita professionale delle persone. L’apertura del confronto arriva dopo la firma del contratto collettivo del 22 maggio 2025, un accordo che ha segnato una fase nuova nelle relazioni industriali del settore ferroviario, rimettendo al centro il valore del dialogo e della responsabilità delle parti sociali.

Proprio da quel contratto prende avvio il nuovo percorso. FAST-Confsal, insieme alle altre organizzazioni sindacali, ha chiesto con determinazione l’apertura del tavolo, consapevole che la partecipazione non può esistere senza strumenti di rappresentanza aggiornati e realmente aderenti alla struttura attuale del Gruppo FSI, profondamente cambiata negli ultimi anni.

Nel corso dell’incontro, l’azienda ha illustrato una prima impostazione dell’accordo e del regolamento di funzionamento delle RSU e degli RLS, partendo dal modello precedente ma con l’intenzione di adattarlo alle nuove esigenze organizzative.

Il punto, tuttavia, resta uno: arrivare rapidamente alle elezioni. Perché è solo attraverso il voto che la rappresentanza acquista legittimità e forza. Le organizzazioni sindacali hanno quindi sollecitato tempi certi per l’indizione delle consultazioni, affinché il processo non si perda nelle lungaggini tecniche, ma possa tradursi in un passaggio concreto di democrazia sindacale.

Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con un nuovo incontro fissato per il 31 marzo. Sarà lì che si entrerà nel merito delle questioni ancora aperte. Ma il segnale politico è già chiaro: nel lavoro ferroviario la partecipazione non è un principio astratto, è una scelta. E quando la democrazia riprende a correre sui binari della rappresentanza, tutto il sistema del lavoro ne esce più forte.