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Martedì, Marzo 31, 2026

Il nuovo Piano Industriale 2026-2030 di Grandi Stazioni Rail punta su sicurezza, innovazione e sviluppo del network. La posizione della FAST-Confsal tra crescita aziendale e valorizzazione del lavoro.

C’è un dato che racconta meglio di molti slogan la stagione che vive Grandi Stazioni Rail: i numeri crescono, gli investimenti aumentano e il perimetro delle attività si allarga. Il nuovo Piano Industriale 2026-2030, presentato alle organizzazioni sindacali lo scorso 12 marzo, disegna una società che vuole consolidare il proprio ruolo nel sistema ferroviario italiano, puntando su sicurezza, innovazione tecnologica e sviluppo della rete delle grandi stazioni. 

Il progetto si muove in continuità con la strategia avviata nel 2022 e s'inserisce negli indirizzi del Gruppo Ferrovie dello Stato. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità delle stazioni come luoghi di mobilità e servizi: più sicurezza, con strutture operative e control room attive h24; maggiore orientamento per i viaggiatori attraverso sistemi digitali e informativi; interventi sull’efficienza energetica e sull’innovazione degli spazi. Un modello che punta a rendere le stazioni non soltanto nodi ferroviari ma veri hub urbani, sempre più integrati con le città e con i flussi della mobilità contemporanea. 

La crescita del business passa anche dal rafforzamento dell’ingegneria di stazione e dall’ampliamento del network gestito. Nel mirino ci sono scali strategici come Milano Porta Garibaldi, Torino Porta Susa, Padova, Roma Ostiense e Napoli Afragola, segno di una strategia che guarda a una presenza più ampia e strutturata sul territorio.

Numeri e prospettive che fotografano una società in espansione anche sul piano occupazionale. Il piano prevede infatti un incremento dell’organico e un progressivo rinnovamento generazionale, con maggiore attenzione alla formazione e all’equilibrio di genere. Un passaggio importante, perché se le stazioni rappresentano il volto pubblico della mobilità ferroviaria, il loro funzionamento dipende soprattutto dalla professionalità delle persone che ogni giorno ne garantiscono sicurezza, servizi e operatività.

È proprio su questo punto che FAST-Confsal ha richiamato l’attenzione durante il confronto. Gli investimenti e i risultati ottenuti negli ultimi anni rappresentano certamente un segnale positivo, ma devono andare di pari passo con il riconoscimento del valore professionale delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno contribuito a costruirli.

Per questo il sindacato ha chiesto maggiore trasparenza sui dati relativi all’organico – ruoli, inquadramenti, sedi di lavoro – e un percorso chiaro di valorizzazione delle competenze, anche in relazione alle funzioni tecniche e agli incarichi collegati alle attività in appalto.

Perché se è vero che il futuro delle stazioni passa dall’innovazione e dagli investimenti, è altrettanto vero che la loro vera infrastruttura resta il lavoro: quello qualificato, responsabile e spesso invisibile che tiene insieme sicurezza, efficienza e qualità del servizio.

È lì che si gioca la credibilità di ogni piano industriale.