RTC torna all’utile dopo la tempesta del 2024, ma il 2026 si annuncia incerto
Tra riconoscimenti ai lavoratori e nuove sfide industriali, si apre il cantiere del confronto sindacale
Si è svolta lo scorso 8 aprile la riunione tra RTC e le organizzazioni sindacali, un passaggio tutt’altro che formale, segnato da un dato che rompe la narrazione degli ultimi mesi: il ritorno all’utile. Dopo una perdita pesante nel 2024, l’azienda ha chiuso il 2025 in positivo, risultato che va anche attribuito al contributo collettivo dei lavoratori, chiamati a sostenere una fase complessa del settore ferroviario merci.
Un risultato che non nasce da un’espansione dei traffici, tutt’altro, ma da una gestione attenta dei costi, da scelte industriali mirate e da un contesto che resta fragile. I volumi continuano a risentire della crisi europea e delle criticità infrastrutturali, in particolare sugli assi internazionali, mentre all’orizzonte si profilano nuove incognite, a partire dall’energia e dall’andamento dei mercati. È su questo equilibrio precario che si gioca la partita del 2026.
In questo quadro, è stato condiviso di riconoscere ai lavoratori un bonus di 500 euro in welfare, con erogazione prevista nel cedolino di maggio, quale segnale concreto di attenzione e restituzione rispetto all’impegno profuso nel corso dell’anno. Parallelamente, le parti hanno convenuto sulla necessità di pianificare un successivo incontro finalizzato a definire congiuntamente il nuovo accordo sul Premio di Risultato, ormai scaduto alla fine del 2024, avviando così un percorso negoziale strutturato per gli anni futuri.
Il confronto ha poi aperto, seppur senza entrarvi nel merito, il cantiere del rinnovo del CCAL. Le parti hanno convenuto sulla necessità di calendarizzare incontri già a partire dalle prossime settimane, con l’obiettivo di costruire un percorso negoziale strutturato. Un passaggio inevitabile, ma che si inserisce in un contesto tutt’altro che stabile, tra aumento dei costi del lavoro, difficoltà nel reperimento di personale qualificato e una competizione sempre più aggressiva nel mercato ferroviario.
Non sono mancati, infine, i temi di prospettiva, a partire dall’innovazione tecnologica e dall’organizzazione del lavoro, su cui il confronto si annuncia complesso. La linea emersa è chiara: nessuna chiusura ideologica ma nemmeno scorciatoie. Servono condizioni tecniche, sicurezza e responsabilità condivise.
La riunione restituisce così un quadro realistico: RTC esce dalla fase più critica, ma senza margini di leggerezza. La vera partita si gioca ora, nel negoziato che si apre e nella capacità di tenere insieme sostenibilità industriale e diritti del lavoro.
FAST-Confsal seguirà ogni passaggio, con l’obiettivo di trasformare i segnali positivi in risultati strutturali.






