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Martedì, Aprile 14, 2026

Una guida rapida per capire cosa è cambiata e come non perdere le detrazioni sulle spese familiari.

Con il 730/2026 molti lavoratori si fanno la stessa domanda: “Se non mi spetta più la detrazione per un familiare, posso comunque portare in detrazione le spese che ho sostenuto per lui?”. Spesso sì, ma serve un controllo in più. La detrazione “fissa” per i carichi di famiglia è una cosa, le detrazioni legate alle spese (sanitarie, istruzione, interessi su mutuo e altre) sono un’altra: possono avere destinatari e requisiti diversi. L’obiettivo è evitare di rinunciare a importi che ti spettano solo per un equivoco sulle nuove regole.

Cosa cambia e chi può contare per le spese detraibili

Dal 2025 la detrazione per carichi di famiglia (articolo 12 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) è più limitata: per i figli vale in via ordinaria tra 21 e 30 anni (salvo disabilità) e, per gli altri familiari, si guarda soprattutto agli ascendenti conviventi. Questo incide soprattutto sullo sconto Irpef “automatico” che molti vedevano in busta paga o in dichiarazione come quota fissa. Tuttavia, per molte detrazioni sulle spese, un chiarimento normativo permette ancora di considerare anche altri familiari richiamati dall’articolo 12 (e, in alcune ipotesi, quelli indicati dall’articolo 433 del Codice civile), a patto di rispettare le condizioni previste dalla singola agevolazione. In pratica, prima di escludere una spesa, conviene leggere bene la voce del 730 o le istruzioni: spesso la regola non è “tutto o niente”.

  • In base alla singola detrazione, possono rientrare (oltre a coniuge e figli) anche genitori/ascendenti, suoceri, generi e nuore, fratelli e sorelle.

Nota pratica: guarda sempre cosa chiede la specifica detrazione. Alcune spese richiedono solo che si tratti di un familiare “ammesso”; altre pretendono che sia anche fiscalmente a carico.

Esempi pratici: le spese sanitarie, alcune spese per istruzione e attività sportive, o i premi assicurativi possono essere detraibili anche quando la detrazione “fissa” per il familiare non è più riconosciuta, se la norma della spesa lo consente. Per evitare contestazioni, è utile che la documentazione sia chiara: ricevute e fatture devono riferirsi al familiare a cui la spesa è collegata e deve risultare chi ha pagato (ad esempio tramite strumenti tracciabili quando richiesto). Se paghi tu per un familiare, conserva anche ogni elemento che collega spesa e pagamento.

Se la norma parla di “familiare fiscalmente a carico” (o richiama il comma 2 dell’art. 12), serve anche il limite di reddito: 2.840,51 euro annui, che salgono a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.

Esempio tipico: figlio con più di 30 anni (senza disabilità). Anche se dal 2025 può non spettare più la detrazione “fissa” per carico di famiglia, alcune spese possono restare detraibili se la regola della spesa lo consente e, quando richiesto, il figlio rientra ancora nei limiti per essere a carico. In breve: perdere la detrazione per carico non significa che si perdono automaticamente anche le detrazioni sulle spese.

Checklist veloce (prima di inviare il 730)

  1. Leggi il requisito della singola spesa: la norma parla di familiare “ammesso” oppure di familiare fiscalmente a carico?
  1. Se serve “a carico”, verifica le soglie di reddito: 2.840,51 euro annui, oppure 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.
  2. Metti in ordine i documenti: ricevute e fatture coerenti, pagamenti tracciabili quando richiesto e conservazione della prova di pagamento.