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Martedì, Maggio 26, 2026

Dopo i tavoli del 14 e del 21 maggio, resta ampia la distanza tra azienda e sindacati sul rinnovo contrattuale. Al centro del confronto turni, riserve, reperibilità e organizzazione del lavoro.

C’è una linea sottile che separa l’efficienza organizzativa dalla compressione dei diritti.

È proprio lungo quella linea che si sta giocando il delicato confronto tra Italo e le Organizzazioni Sindacali sul rinnovo contrattuale. I tavoli del 14 e del 21 maggio hanno infatti confermato un’impostazione aziendale orientata ad ampliare la flessibilità operativa, intervenendo in maniera profonda sull’organizzazione del lavoro del personale di esercizio e dei coordinamenti operativi.

Nel primo incontro, l’azienda aveva presentato una serie di modifiche che toccano quasi tutti gli istituti fondamentali della normativa di lavoro: aumento dei turni disponibili mensili, ampliamento delle variazioni turno, incremento delle possibilità di utilizzo delle riserve, estensione dei riposi fuori distretto e maggiore elasticità sulle prestazioni giornaliere. Sul tavolo anche l’ipotesi di elevare direttamente a undici ore la prestazione massima giornaliera e di eliminare il limite minimo settimanale delle 32 ore, considerato non più coerente con il modello organizzativo aziendale.

Temi già delicati ai quali si sono aggiunte, nel confronto del 21 maggio, ulteriori richieste rivolte ai coordinamenti di sala operativa e agli operatori d'impianto. L’azienda ha chiesto di introdurre quote di “esigibilità” nei cambi turno, trasformando in obbligatorie alcune variazioni oggi subordinate all’accettazione del lavoratore. Contestualmente, è stato proposto l’aumento dei turni flessibili mensili da quattro a otto, oltre alla possibilità di collegare automaticamente il turno mattina al successivo turno notte per il personale impiegato in terza, nei casi di attivazione della flex.

Non solo. Tra le richieste compare anche la possibilità di modificare la “stecca” in presenza di circolazione fortemente perturbata, con un preavviso di dodici ore, oltre a una reinterpretazione contrattuale del concetto stesso di turno flessibile, limitandolo esclusivamente alla gestione operativa successiva alla pubblicazione del turno. Un impianto che, nella lettura sindacale, punta a consolidare un modello sempre più centrato sulla disponibilità continua del personale e sulla riduzione dei margini di programmabilità della vita lavorativa.

FAST-Confsal ha ribadito con fermezza la necessità di ricondurre il confronto all’interno del perimetro del CCNL Mobilità/Attività Ferroviarie, sottolineando come molte delle proposte avanzate rischino di alterare gli equilibri tra produttività, recuperi fisiologici e sostenibilità dei carichi di lavoro. Il tema non riguarda soltanto l’organizzazione industriale ma investe direttamente la qualità della vita dei lavoratori, la certezza dei riposi, la prevedibilità dei turni e il mantenimento di adeguati spazi di tutela sindacale.

I due incontri si sono conclusi senza accordi definitivi. Le Organizzazioni Sindacali si sono riservate ulteriori approfondimenti tecnici e politici prima dei prossimi tavoli. Ma il dato emerso con chiarezza è che il confronto sul rinnovo contrattuale di Italo non rappresenta soltanto una trattativa normativa: è il terreno su cui si misurerà l’equilibrio futuro tra competitività del servizio ferroviario e tutela del lavoro.