La straordinaria adesione registrata in occasione dello sciopero nazionale del 9 giugno rappresenta un segnale forte e inequivocabile lanciato dalle lavoratrici e dai lavoratori di Elior Divisione Itinere. I dati comunicati dalla stessa azienda parlano chiaro: il 59,1% del personale viaggiante ha aderito all'astensione dal lavoro, una percentuale che testimonia la profondità del malessere diffuso e la crescente preoccupazione per le condizioni lavorative e per il futuro occupazionale.
Questa mobilitazione segue quella già attuata il 4 maggio e conferma come il disagio espresso dal personale non sia episodico, ma il risultato di problematiche che da troppo tempo attendono risposte concrete. A tali criticità si aggiunge oggi la forte preoccupazione legata all'annunciata operazione di scissione parziale proporzionale aziendale, ai sensi dell'art. 47, comma 1, della Legge n. 428/1990, che alimenta ulteriormente le incertezze sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
Nonostante i ripetuti segnali inviati dal personale attraverso le iniziative di protesta e le richieste avanzate dalle Organizzazioni Sindacali, le risposte dell'azienda continuano a essere deboli, insufficienti e non commisurate alla gravità della situazione. Ad oggi, infatti, non si registrano passi concreti in grado di ristabilire un clima di fiducia e di garantire quelle tutele che i lavoratori chiedono con forza e determinazione.
Per queste ragioni, FAST-Confsal, unitamente alle altre Organizzazioni Sindacali, procederà alla proclamazione della terza azione di sciopero nazionale, ai sensi dell'articolo 3 della Regolamentazione Provvisoria del Settore (Delibera n. 04/590) e della Legge n. 146/90 e successive modificazioni, riguardante il personale dipendente della società Elior – Divisione ITINERE addetto ai servizi di ristorazione, con astensione dell'intero turno di lavoro per ciascun turno lavorativo.
La partecipazione registrata nelle mobilitazioni fin qui svolte dimostra che le lavoratrici e i lavoratori sono uniti nel chiedere rispetto, trasparenza, tutela occupazionale e condizioni di lavoro dignitose. La mobilitazione proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete e impegni chiari da parte dell'azienda.
Ribadiamo inoltre che il tavolo di confronto e di trattativa potrà riaprirsi in modo serio e costruttivo soltanto a fronte del ritiro degli atti unilaterali adottati dall'azienda. È necessario ripristinare le corrette relazioni industriali e ricondurre ogni scelta che incide sull'organizzazione del lavoro e sulle condizioni occupazionali nell'alveo del confronto sindacale.
La dignità del lavoro non può essere considerata una variabile dipendente delle difficoltà aziendali: è un valore irrinunciabile che deve essere tutelato, rispettato e garantito.






