Sono queste le tre parole chiave con cui ci presenteremo all’OPG per il confronto con il nuovo Amministratore Delegato di ENAV.
Mentre ci addentriamo nei mesi più caldi dell’anno sotto tutti i punti di vista, gli elementi che ci si presentano davanti ci portano a profonde riflessioni e l’attuale situazione solleva interrogativi legittimi e preoccupazioni diffuse.
Mercoledì 24 giugno, incontreremo in OPG il nuovo amministratore delegato di Enav. Ferma restando la riservatezza che contraddistingue i contenuti dell'organismo, è chiaro che in questo primo incontro metteremo sul tavolo quelle posizioni strategiche che secondo noi è necessario affrontare al fine di connotare al meglio il prossimo triennio.
Metteremo in evidenza sicuramente le contraddizioni di un provider del mondo ATM, unico al mondo ad essere quotato in borsa. Un provider che oltre a questa singolare tipicità è immerso in un contesto europeo strettamente regolato, pieno di obiettivi e vincoli e che, ad esempio l’anno scorso, sottopone ad uno stress irragionevole il personale operativo pur di raggiungere dei target 10 volte migliori di quelli già severi che ci vengono imposti (ci riferiamo ai ritardi che l’Europa nel 2025 ci aveva indicato nel limite di 0,14 minuti di ritardo per ogni volo assistito e che ha visto una performance a consuntivo di 0,014 minuti/v.a.).
Chiederemo di fare una panoramica per aggiornare il piano industriale; quello attuale è in gran parte derivante, seppur con lievi aggiornamenti, dalla matrice presentataci nel marzo 2017. Ad oggi, dopo quasi un decennio, molto meno della metà delle attività previste risulta completata e, alcuni punti cardine che avrebbero dovuto essere conclusi entro il primo quinquennio, non sono nemmeno stati avviati. E’ davvero emblematico, in questa chiave, il processo di automazione dell’osservazione meteo che ha davanti a sé ancora nubi molto dense e ben lontane dal diradarsi e che temiamo possano avere improvvise ricadute sul personale addetto.
Diventa per noi centrale concordare cosa intende fare l’azienda con questo piano, quali parti e con quali tempistiche intende andare avanti. Chiudere entro due anni la fornitura del servizio di controllo di area a Brindisi è pura utopia, non ci sono le condizioni. Assistiamo praticamente da un decennio a continue ripianificazioni delle varie tappe del P.I. Permetteteci una battuta: gli unici obiettivi centrati sono stati quelli garantiti dalle performance del personale operativo.
Ad esempio, per noi, un elemento strategico fondamentale del prossimo triennio sarà concordare la pianificazione per la sostituzione della piattaforma operativa utilizzata negli ACC. La decisione dell’introduzione di Co-flight dovrà tenere in considerazione diversi parametri: chiaramente la stabilità e l’affidabilità della nuova piattaforma saranno elementi chiave ma non potranno essere quelli assoluti. Gli addestramenti del personale dovranno essere ben ponderati e non condizionati dalla cronica mancanza di controllori del traffico aereo. La definizione di una tempistica ragionevole è fondamentale anche per gestire gli interventi sul sistema attuale, il Satcas. Gli aggiornamenti, sempre necessari, non devono essere abbandonati per una frettolosa valutazione di cambio con il nuovo sistema.
Questo comporta un rischio concreto: avviare un percorso addestrativo di lungo periodo con incognite significative, prima fra tutte la carenza di personale CTA sia in Torre che in Acc.
Dopo l’ultima selezione esterna che ha visto reclutare poco più di 330 idonei rispetto ai 400 preventivati, auspichiamo a breve un’ulteriore selezione che abbia una riserva importante dedicata alla professionalizzazione del personale interno. Nell’ultima selezione effettuata buona parte del personale interno non poteva partecipare e questo lo riteniamo intollerabile. Dovrà essere effettuato uno studio che tenga conto delle volontà di professionalizzazione, delle prospettive di impatto nel medio e lungo termine dell’intelligenza artificiale, dell’automazione dei servizi Meteo.
In questi 10 anni di esistenza dell’OPG, abbiamo verificato che quando ci sono stati solidi intendimenti strategici di medio e lungo periodo si è potuto affrontare poi il tavolo sindacale in materia più serena e propositiva. Riteniamo che, fatta l’ordinaria manutenzione ai meccanismi di funzionamento, l’Organismo possa garantire ancora un valore aggiunto nel confronto tra le parti.






