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Martedì, Giugno 23, 2026

Quando si parla della Liguria, viene subito in mente la piccola regione a vocazione turistica, ma dal punto di vista ferroviario questa Doit riserva delle notevoli caratteristiche che la rendono degna di un’attenzione particolare. Il valore strategico del suo posizionamento, il sistema portuale, la quantità di merci movimentate, gli investimenti, la sua morfologia e i flussi turistici sono tutti elementi, spesso trascurati, che collocano questo territorio fra le regioni più importanti e strategiche, nel panorama ferroviario.

La Liguria è una regione complessa, stretta fra mare e montagne, in cui gli spostamenti sono difficili e un’infrastruttura senza eguali, nel nostro Paese. Tanto per citare qualche dato, il territorio ligure conta 333 gallerie, pari a 1/5 dell’intera rete nazionale, ed è attraversato da 901 tra ponti e viadotti, senza contare le innumerevoli opere di contenimento per dissesto idrogeologico. Tutta la linea, infatti, è costantemente monitorata per il rischio di frane e smottamenti; la linea costiera, inoltre, è soggetta alle sempre più frequenti mareggiate. Insomma, un territorio complesso da mantenere in efficienza per garantire un trasporto sicuro e puntuale.

La FAST Confsal è impegnata, tra le tante battaglie, a sensibilizzare l’azienda sulle caratteristiche della rete ligure e le relative esigenze di risorse, mezzi e programmazione, superando una volta per tutte la riduttiva politica di una mera conta dei chilometri di linea da cui derivano le relative scelte di investimenti.

Inoltre, tra i tanti problemi, si aggiunge una sempre più marcata volontà a non trattare nessuna questione che non sia direttamente riguardante i piani di attività, riducendo la contrattazione a un ambito puramente tecnico e definito dove la negoziazione territoriale, intesa come estese e propedeutiche relazioni industriali, non trova più spazio né dignità.

Due capisaldi dall’accordo nazionale del 10 gennaio 2024 come le internalizzazioni di attività e la riduzione del lavoro straordinario non hanno ancora dato i risultati sperati. Molto si dovrà ancora fare in questo senso. Alla prova dei fatti, siamo sempre più convinti che l’attuale situazione del reticolo manutentivo e le sofferenze di alcune realtà possano essere affrontate con alcuni correttivi e, ovviamente, con una reale volontà di rispettare gli accordi nella loro interezza.

Se il problema del salario riguarda tutto il mondo del lavoro, compreso quello FSI, in ambito amministrativo le criticità aumentano. Infatti, il lavoratore degli uffici si trova a che fare con una busta paga “povera”, nonostante i carichi di lavoro e le responsabilità, civili e penali, che lo riguardano. Le dimissioni volontarie di giovani neoassunti sono un segnale che deve indurci a una riflessione più attenta e complessiva del fenomeno. Anche il tema dello smart working, che riconosce al lavoratore il diritto alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro, fatica a trovare la sua piena applicazione. Nonostante gli accordi che lo regolano e gli obiettivi societari raggiunti si verificano ancora, in alcune realtà lavorative, incomprensibili resistenze nella concessione delle giornate.

Per affrontare le sfide in atto la FAST Confsal, durante il Congresso Nazionale appena concluso, si è data una nuova organizzazione interna. Dotandosi di un coordinamento nazionale di Rfi, la FAST Confsal si è adeguata ai tempi che cambiano istituendo uno strumento utile al confronto e all’assunzione di decisioni. Un nuovo assetto per unire maggiormente i territori con il nazionale, sempre nell’ottica di agevolare il coinvolgimento della base e di tutelare le lavoratrici e i lavoratori del settore.