Dopo lo sciopero del 5 luglio qualcuno si affretta a parlare di numeri. Noi continuiamo a parlare di turni, carichi, stress, dignità e sicurezza. E intanto la vertenza prosegue: il 13 settembre nuova giornata di sciopero ADR Security.
Ci hanno spiegato che lo sciopero del 5 luglio sarebbe stato poca cosa: appena il 9%, dicono. Un dettaglio, una parentesi, quasi un fastidio statistico. Curioso, però, che a rilanciare con tanta convinzione il dato aziendale non sia stata l’Azienda ma anche alcune Organizzazioni Sindacali, improvvisamente appassionate di percentuali.
Prendiamo pure quel numero per buono. Il 9%. Bene. La domanda resta: se è davvero così irrilevante, perché tanto bisogno di minimizzare? Perché tanti comunicati? Perché tanta fretta di archiviare una protesta invece di chiedersi cosa l’abbia provocata?
Forse è proprio questo che dovrebbe interessare i lavoratori più della matematica: se tutto funziona così bene, perché qualcuno sciopera? Se turni, carichi, pianificazione e condizioni operative sono davvero così positivi, perché non raccontare quelle presunte buone pratiche invece di concentrarsi su chi ha dato voce al disagio?
Il punto non è fare una gara tra sigle. FAST-Confsal non cerca avversari tra i sindacati. Il nostro interlocutore resta l’Azienda. A lei chiediamo risposte, soluzioni e rispetto.
I numeri non raccontano tutto. Non raccontano le settimane lunghe, i riposi che si allontanano, i carichi non sempre proporzionati, le difficoltà di dialogo con la pianificazione, lo stress di chi ogni giorno presidia i varchi e garantisce la sicurezza dello scalo.
E soprattutto quel 9%, anche prendendolo per buono, un segno l'ha lasciato. Nonostante le misure organizzative messe in campo per contenere gli effetti dello sciopero, i disagi ai varchi ci sono stati. Questo dovrebbe far riflettere, non sorridere.
La vertenza, quindi, continua. Il prossimo appuntamento è già proclamato: 13 settembre 2026, sciopero di tutto il personale ADR Security dalle ore 00.00 alle 24.00, nel rispetto dei servizi minimi previsti dalla legge.
Le polemiche passano. I problemi dei lavoratori restano.






