Il confronto tra FAST-Confsal e Trenitalia conferma un calo delle aggressioni al personale front-line ma il sindacato richiama l'Azienda alle proprie responsabilità: servono interventi concreti e tempestivi su presidi, organizzazione del lavoro, tutela degli equipaggi e gestione dell'emergenza climatica.
I dati fotografano un'inversione di tendenza incoraggiante ma sarebbe un errore considerarli un punto di arrivo. Il confronto nazionale tra le Organizzazioni Sindacali e Trenitalia sui temi della sicurezza ha evidenziato una riduzione del 53% delle aggressioni denunciate nei primi cinque mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un risultato favorito soprattutto dall'introduzione di mirate attività di filtro nelle realtà territoriali più esposte. Un segnale positivo che, tuttavia, non può attenuare l'attenzione verso criticità che continuano a mettere quotidianamente a rischio il personale front-line.
FAST-Confsal ha riconosciuto gli avanzamenti illustrati dall'Azienda, dall'aggiornamento della procedura per la gestione delle aggressioni al potenziamento delle attività di FS Security, fino al progetto delle bodycam che, come richiesto dal sindacato, saranno assegnate esclusivamente su base volontaria e con precise garanzie di tutela della privacy e della dignità dei lavoratori. Ma proprio perché la sicurezza non può essere affidata solo agli strumenti tecnologici, il confronto ha riportato al centro ciò che ancora manca.
La denuncia della FAST-Confsal è stata netta: troppe misure sono arrivate con ritardo, altre restano ancora insufficienti. Permangono situazioni in cui il personale è costretto a lunghe soste in solitaria sui marciapiedi, soprattutto per alcuni servizi Intercity Notte, senza adeguati presidi di sicurezza; persistono criticità negli interventi di reperibilità in stazioni impresenziate, nelle condizioni di illuminazione e nei percorsi di accesso, mentre la presenza di Polfer e Security necessita di un deciso rafforzamento, in particolare nelle fasce orarie e nei giorni più esposti al rischio.
A rendere ancora più delicato il quadro contribuisce l'emergenza climatica. Treni che continuano a circolare con impianti di climatizzazione guasti o in composizione ridotta generano disservizi che alimentano tensioni con l'utenza e aumentano concretamente il rischio di aggressioni nei confronti del personale. Per questo FAST-Confsal ha chiesto interventi immediati sull'idratazione, sull'alleggerimento del vestiario e, soprattutto, un confronto urgente con le strutture tecniche e operative affinché tali criticità siano finalmente affrontate alla radice.
La sicurezza non si misura soltanto dal numero delle aggressioni registrate ma dalla capacità di prevenirle attraverso organizzazione, formazione, presenza sul territorio e rapidità di intervento. È questa la linea che FAST-Confsal continuerà a sostenere: trasformare gli impegni assunti in misure strutturali e garantire condizioni di lavoro realmente sicure, perché la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere affidata alle statistiche ma deve tradursi, ogni giorno, in scelte concrete.






