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Martedì, Luglio 28, 2026

Ci sono battaglie che valgono più di una vertenza perché difendono un principio. Quella per il ritorno al voto delle RSU in ATAC e COTRAL è una di queste.

Il 22 e 23 settembre oltre 13.000 lavoratori — più di 10.000 in ATAC e circa 3.000 in COTRAL — potranno finalmente scegliere chi li rappresenterà. Le ultime elezioni risalgono al 2015. Dieci anni senza voto non sono una proroga ma un’anomalia democratica. Nel frattempo, sono cambiate le aziende, il lavoro e il servizio; oltre la metà dei componenti delle RSU non è più in carica per pensionamenti, trasferimenti o dimissioni. Una rappresentanza non vive per inerzia: ha bisogno di consenso e urne. Se oggi si vota, è perché qualcuno ha avuto il coraggio di rompere l’immobilismo.

La FAST-Confsal, insieme ad altre organizzazioni sindacali, ha promosso una raccolta firme chiedendo: volete nuove elezioni? Oltre il 60% dei lavoratori ha risposto sì. Non è stato soltanto un successo organizzativo ma una sentenza politica: la democrazia non si sospende. Senza quella mobilitazione si starebbe ancora discutendo se e quando votare. Invece i lavoratori hanno parlato e la loro voce è stata più forte dei rinvii e dell’inerzia di chi si era abituato all’attesa.

Per la FAST-Confsal la rappresentanza nasce dal voto. Per questo siamo il sindacato delle RSU, non delle RSA. Le RSA rappresentano le singole organizzazioni; le RSU rappresentano tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti, perché sono elette da tutti. Non è una distinzione tecnica ma una scelta di democrazia, pluralismo e legittimazione. È un modello da rafforzare in ogni azienda, pubblica o privata, senza scorciatoie e senza cariche eterne. Il 22 e 23 settembre non si rinnoverà soltanto un organismo sindacale: tornerà la democrazia dopo dieci anni.

La FAST-Confsal sarà presente con candidate e candidati, con una convinzione: la rappresentanza non si eredita, non si proroga, non si nomina. Si conquista con il voto. Sempre.