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Martedì, Settembre 8, 2026

Un’esplosione sfiorata nel cuore della terra, il fumo denso che invade la galleria e la sagoma d’acciaio dei treni che continua a sfrecciare a pochi centimetri dai lavoratori.

L’incendio sviluppatosi il 25 agosto scorso nella stazione metropolitana di Napoli Piazza Amedeo — innescato da una bombola di acetilene durante interventi di saldatura — non è stato un banale incidente di percorso. È il sintomo di un cortocircuito strutturale che mette a nudo la convivenza ad altissimo rischio tra cantieri di riqualificazione e circolazione ferroviaria in pieno esercizio.

A sollevare il velo su una situazione limite sono le segreterie regionali della Campania di FAST Confsal e UGL Ferrovieri. In un duro e circostanziato documento inviato ai vertici di Grandi Stazioni Rail, RFI e Trenitalia, le Organizzazioni Sindacali lanciano un grido d'allarme che travalica il singolo episodio: chiudere temporaneamente una stazione al pubblico non azzera affatto i rischi se i convogli continuano a transitarvi a pieno ritmo.

«La tutela e l’incolumità dei lavoratori, del personale ferroviario e dei viaggiatori devono costituire una priorità assoluta e non possono essere subordinate alle esigenze del cronoprogramma dei lavori o alla continuità del cantiere».

La denuncia dei sindacati accende un faro inquietante sulle condizioni operative quotidiane lungo la rete campana. Scintille incandescenti, polveri, fumi, macchinari pesanti in movimento e materiali stoccati a distanze ridottissime dai binari in esercizio costituiscono una miscela pericolosa. In contesti sotterranei o protetti, qualsiasi anomalia rischia di trasformarsi rapidamente in una trappola per le maestranze e per chi viaggia.

Per questo motivo, le sigle sindacali esigono un confronto urgente e una mappatura immediata di tutti i cantieri attivi in Campania — dalle gallerie agli snodi di superficie — chiedendo una verifica rigorosa delle procedure di emergenza e della gestione delle interferenze.

La priorità del profitto o il rispetto cieco delle scadenze non possono più mettere in secondo piano il bene più prezioso: la sicurezza.